Secondo gli analisti che si occupano di casino online, più di 110 siti che operavano negli Stati Uniti avevano già dichiarato l’intenzione di bloccare l’accesso ai giocatori a “stelle e strisce”, intorno alla fine del mese di settembre, inizi del mese di ottobre. La lista dei “prudenti” che circolava in quei giorni, includeva nomi noti tra gli operatori che offrono gioco e scommesse online come Sportingbet, PartyGaming, 888.com, 21.com, Casinò Tropez, InterCasinò ed Europa Casinò. Mentre negli States, quindi, alcune aziende continuavano a navigare a vista in un mare di incertezze, in attesa dell’approvazione dell’UIGEA 2006, altre avevano continuato ad accettare tranquillamente gioco e scommesse dal paese. Insomma, due diverse interpretazioni della cosiddetta “tattica attendista”: in particolare nel secondo caso molti operatori avevano voluto verificare il reale impatto della legge nel paese per decidere, in modo definitivo, se abbandonare o meno il mercato statunitense. La normativa fruì di un periodo di inapplicazione di 270 giorni: questo consentì a banche e istituti di credito di adeguarsi, ma anche a molti operatori di continuare a lavorare. Nonostante un’ottimismo iniziale - gli analisti del settore, infatti, stimarono all’epoca che l’85-90% dei siti aveva intenzione di continuare ad ammettere giocatori statunitensi - nel corso dei mesi i maggiori colossi del settore chiusero la porte al mercato statunitense.